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lunedì 27 marzo 2017

L'avvocato risponde: "Di quali garanzie gode chi acquista auto usate?"

Il Codice del Consumo garantisce il compratore privato contro "difetti di conformità" del veicolo per due anni, analogamente a quanto previsto per qualsiasi bene nuovo. La garanzia è infatti un diritto irrinunciabile del compratore privato che acquista veicoli usati da un professionista (che sia questo concessionario, autosalone, officina o altro soggetto).  


Solo per quanto riguarda l’acquisto di auto usate è possibile ridurre la copertura della garanzia, purché ci sia espressa accettazione scritta da parte del compratore e non si scenda sotto i 12 mesi: la riduzione della garanzia ad un periodo inferiore ad un anno, anche in presenza del consenso scritto del compratore, è priva infatti di valore legale. La garanzia di conformità biennale non sussiste tuttavia quando ad acquistare è un soggetto giuridico (ad esempio quando è un’azienda a fare da acquirente): in questo caso particolare valgono le condizioni stabilite contrattualmente dalle parti. Attenzione invece quando la compravendita di auto usate avviene fra privati: essa non dà allora diritto alla garanzia di conformità, essendo tutelata solo dalle norme del Codice Civile.

Quando invece ad essere acquistata è un’auto a chilometri zero – ossia una vettura immatricolata da concessionario e rivenduta poi a prezzo scontato come “usato con garanzia della Casa” – la garanzia da parte della concessionaria scatta dalla data di consegna e non da quella d’immatricolazione. Ad esempio, se l’automobile viene consegnata dopo due mesi dalla prima immatricolazione a nome del concessionario, la garanzia della Casa sarà di ventidue mesi (detta anche “garanzia residuale della Casa”), ma quella del venditore nei confronti del compratore resterà comunque di ventiquattro mesi. Per i primi due mesi dalla prima immatricolazione sarà allora il concessionario a doverne rispondere in proprio, salvo che non abbia fatto sottoscrivere un accordo all'acquirente dove si dispone diversamente. Si noti infatti che l'auto a chilometri zero è a tutti gli effetti di legge “auto usata” (perché reimmatricolata) in quanto la prima registrazione è normalmente a nome del concessionario e quindi la garanzia può essere ridotta con il consenso del compratore.

Avv. Giovanna Richini
Consulente legale presso il Nostalgia Club

lunedì 27 febbraio 2017

L'avvocato risponde: "Abolizione del PRA? Facciamo chiarezza"

La riforma della Pubblica Amministrazione prevista dalla legge Madia preannunciava, tra le altre cose, l'abolizione del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), ente istituito nel 1927.


Dell'argomento si è parlato a lungo negli scorsi mesi, ma il quadro che ne emerge oggi è piuttosto diverso da quanto ci si aspettava: prima di tutto il PRA non verrà immediatamente abolito, ma per il momento subirà delle variazioni significative. Resterà una struttura separata dalla Motorizzazione – sebbene definibile ora come una sua “derivazione” – con propri dipendenti; anche le banche dati rimarranno distinte (così come il personale interno) e gli uffici non subiranno variazioni.       
 
Ad essere aboliti saranno invece certificato di proprietà e libretto di circolazione, che si fonderanno in un nuovo attestato: il documento unico di circolazione, che certificherà anche la proprietà di autocarri, automobili, motocicli e affini. Ovviamente non muterà lo status giuridico dei beni mobili registrati: auto e moto continueranno ad essere assoggettabili ad ipoteca ed al fermo di Equitalia (che si trasferisce nel caso di passaggio di proprietà), nonché alla dichiarazione di vendita in caso di veicoli nuovi e all'atto di vendita per quelli usati.

In attesa di maggiori dettagli sulle concrete modalità di attuazione della riforma gli utenti devono soltanto sapere che il PRA resterà gestito dall’ACI e rimarrà sotto la vigilanza territoriale delle Procure generali e di quelle della Repubblica, mentre la Motorizzazione entrerà nel controllo del suo sistema informatico. Quanto all'aspetto economico verrà invece abolita l’imposta di bollo sul certificato di proprietà (in quanto soppresso) e saranno limitati i compensi percepiti dal PRA, con un risparmio per gli utenti di 39 euro ad ogni passaggio di proprietà o immatricolazione dell’auto.      

Avv. Giovanna Richini
Consulente legale presso il Nostalgia Club